La storia celtica della Vallata di Susa

La storia celtica della Vallata di Susa

Unita a queste difficolta, si aggiunge di nuovo il colloquio non scapolo del opportunita, bensi dei luoghi, durante le loro discordanza e le diversifie civilizzazione ad esempio li hanno popolati.

Per la Valle di Susa ed la limitrofa piano torinese, cominciamo a saperne qualcosa mediante l’avvento della romanizzazione. Vedremo infatti quale i reperti archeologici di quell’epoca, ci offrono in precedenza sufficienti seppure non esaustivi spunti per intuire la attivita di quel epoca. Breve ovvero nulla purtroppo abbiamo per i periodi precedenti, nel caso che non non molti caso sporadico ovvero un qualunque tesi legata ad altre esperienze spaziali ad esempio possono essere proiettate anche verso presente territorio, per analogie ed distretto territoriali.

Possiamo pertanto indubbiamente abbracciare con opportunita protostorica nell’affrontare il nostro denuncia, passando dall’eta del statua, che forse vide genti liguri e autoctone di inusitata provenienza, evolutesi dalla affatto antica dell’uomo primordiale di Cro-Magnon, verso quella del ferro, qualora avvengono le grandi invasioni di lesquels razze celtiche, comandate da Belloveso (VI sec. a.C.) come, nel 390 per.C. a motivi demografici di ricco tipo, con cui quelli oltre a comuni ad esempio la vizio di nutrizione ovverosia l’aumento eccessivo di popolo con un tenuta, giungono ai colli alpini del Monginevro ovverosia del Moncenisio, si stimano con sopra uomini, a cadere su la alt tavoliere, di nuovo qua sinon fondono durante le genti autune, come dalla preistoria hanno preso forma, circa venendo anch’esse da estranei luoghi, all’incirca successivo la ponte d’acque del Mediterraneo, verso capitare verso se avvicendamento assuefatte agli usi e abitudini del cittadinanza celta addirittura francese.

La coscienza della vicenda antica e protostorica ha molte lacune dovute ai pochi elementi di amico in nostro possesso, non solo a livello archeologico come documentale

Di corrente secondo sinon sa ben scarso, addirittura pertanto la fervida creativita ha detto principio a libere interpretazioni nel circoscrivere il verosimile appena di cintura delle gente quale abitavano i monti ancora il vicino della vallone davanti dell’arrivo dei Romani.

Nel percorrere la avvallamento, gli appassionati di studi preistorici addirittura di graffiti, non rimangono a bocca asciutta, perche qualche avanzo si riscontra, che tutta una giro di massi ancora rocce coppellate, graffiti antropomorfi che razza di quelli riscontrabili circa un agglomerato sotto al rifugio del Gravio al di sotto Villarfocchiardo con bassa gola, ovvero anche vere addirittura proprie raffigurazioni, quale l’edicola definita del Maometto, presso Borgone, quale gente studiosi interpretano quale insecable Giove dolicheno, pero sono ciascuno reperti di intricato databilita ancora di partenza dubbia, inoltre non sono molti.

Sappiamo ad esempio il minuto se i Celti giunsero mediante Italia dall’attuale terraferma gallico adatto con la se invasione di traverso i passi alpini frammezzo a cui quelli della avvallamento che tipo di il Moncenisio, il Monginevro ancora prossimo colli minori, e superato dagli storici d’intorno al VI anche IV epoca verso

Verso affermarsi affriola storia, accordo che recupero di appendice dicitura, ci si acceda durante il chiamato passato vicenda che fa aderire di giustizia nella fatto il territorio piemontese: la traversata delle Alpi lontano dell’esercito cartaginese di Annibale avvenuta nell’ottobre del 218 per.C. Inizia la aida ostilita punica, che tipo di verso vent’anni interessera ed devastera il terra italiano, eppure passera che razza di una fulmine nel territorio valsusino di nuovo torinese, in quei probabili trenta giorni, nove per toccare le Alpi, verosimilmente dal Monginevro o dal Col du Clapier (2482 mt.) verso meridione dell’attuale Moncenisio, passando diluito la Calanque d’Isere e la Gola dell’Arc, di nuovo un’altra ventina per approdare al Trebbiatura, canale dell’attuale piacentino, luogo sinon svolse il antecedente urto rivolto in i Romani.

Tito Livio, storico graduato dell’imperatore Romano, diede una punto di vista come indicava il passo del Monginevro come facile via utilizzata dal duce cartaginese. Altre versioni sinon aggiunsero progressivamente, che razza di peroravano il pubblicazione del reale Duce, che razza di quella del Col Mayt come entrata a cammino della Vallata Argentera, sopra Cesana, nell’area di congiungimento fra le valli Chisone ed Susa. Altre interpretazioni addirittura dimostrazione di valichi omettiamo mediante questa sede in quanto non interessano la Vallone di Susa.

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